Ragioniere irragionevole

La legge sulla mobilità ciclistica è finanziata, i soldi ci sono, ma il Ministero delle Finanze la blocca. Perché? Perché, tra le altre tardive contestazioni, la Ragioneria generale dello stato ritiene che la predisposizione di nuove rastrelliere “è suscettibile di recare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. Non posso accettare l’idea che questa sia la principale minaccia alla stabilità economica dello Stato. La burocrazia non può bloccare decisioni già acquisite e finanziate: se così fosse, l’azione parlamentare verrebbe ridotta a una farsa a cui non ha il minimo senso partecipare.

La legge sulla mobilità ciclistica è in parlamento da tre anni, un tempo che è servito a costruire la copertura finanziaria richiesta: 96 milioni di Euro nel 2015, 283 milioni di Euro nel 2016, inserimento nel Def della rete nazionale di ciclovie Bicitalia, inserimento nei contratti di servizio di Rete ferroviaria italiana di impegni a comprare treni con vagoni bici e migliorare l’accessibilità in bici a stazioni e binari. Anas si dichiara disponibile a rispettare la regola di realizzare le ciclabili a fianco delle strade nuove. Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti si impegna formalmente a trovare soldi per le ciclabili nel superfondo infrastrutture e di attivare senza costi aggiuntivi la direzione generale mobilità ciclistica all’interno del ministero. Fare di più sarebbe stato davvero impossibile.

Al termine di questo percorso, mercoledì scorso ci si aspettava di avere il via libera della Commissione Bilancio e di approvare la legge in aula alla Camera dei Deputati. Le forze politiche sono tutte favorevoli, il Governo come Mit (Ministero infrastrutture e trasporti) è favorevole, ma il parere della Bilancio non è arrivato perchè il Mef (Ministero Economia e Finanze), tramite la Ragioneria Generale dello stato, ha chiesto ulteriori integrazioni. Viene contestata l’ipotesi per cui “la predisposizione di apposite aree per l’accoglienza delle biciclette è suscettibile di recare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. E altre amenità.
Avete capito bene, secondo questi scienziati le rastrelliere per le biciclette sono la principale minaccia alla stabilità economica dello Stato! L’ufficio biciclette nei comuni costerà! Chi gli lo dice che in tanti Comuni hanno provveduto e che gli stessi hanno l’obbligo del pareggio di bilancio e che se fanno un ufficio nuovo lo fanno per forza a costo zero.

Insomma a quel perché non c’è risposta. Non lo accetto. Non lo accetto. Non lo accetto. Combatterò fino all’ultimo. Ho chiesto un appuntamento col Ragioniere Generale dello Stato. Voglio un confronto col MEF, voglio risposte, voglio vedere in faccia chi ha il potere di limitare l’azione democratica del Parlamento. Lo voglio a costo di passare tutti i giorni che ci separano dalla fine legislatura sotto il portone di via XX settembre. Se non succederà, quel giorno tornerò a casa mia consapevole che l’elezione del Parlamento è una farsa a cui non ha senso partecipare.

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